Se la volontà di condurre azioni culturali a livello europeo si è manifestata già negli anni Settanta, è solo nel 1991, col trattato di Maastricht e il suo articolo 151, che si è ufficialmente assegnato alla cultura un posto nella costruzione europea. In questo contesto, l'Unione europea deve contribuire "al pieno sviluppo delle culture degli Stati membri nel rispetto delle loro diversità nazionali e regionali, evidenziando nel contempo il retaggio culturale comune".
Per realizzare un vero spazio culturale europeo, l'Unione deve incoraggiare la cooperazione tra gli Stati membri e, se necessario, sostenerne e completarne l'azione in materia di:
diffusione della cultura e della storia dei popoli europei;
conservazione del patrimonio culturale di importanza europea;
scambi culturali non commerciali;
creazione artistica, letteraria e audiovisiva;
cooperazione coi paesi terzi e le organizzazioni internazionali competenti.
Per dieci anni, la Commissione ha sostenuto la cooperazione culturale mediante tre programmi settoriali a carattere sperimentale relativi alle arti dello spettacolo, plastiche o visive, al patrimonio e al libro (vale a dire Caleidoscopio, Arianna e Raffaello). Inoltre, la Comunità europea ha sostenuto l'iniziativa degli Stati membri che designano annualmente, a partire dal 1985, una "città europea della cultura".
Nel 2000, col programma quadro "Cultura 2000", la Commissione ha adottato un nuovo approccio per la sua azione culturale, nell'intento di realizzare uno spazio culturale comune promuovendo il dialogo culturale, la creazione, la diffusione della cultura e la mobilità degli artisti e delle loro opere, il patrimonio culturale europeo, le nuove forme d'espressione culturale e il ruolo socioeconomico della cultura.
Accanto al programma Cultura 2000, la cooperazione culturale in Europa è incoraggiata mediante azioni specifiche finanziate da altri programmi europei. Si tratta in particolare di azioni condotte nel quadro delle politiche economiche, di ricerca, istruzione e formazione, oppure di aiuto allo sviluppo regionale, che incentivano anche la cooperazione culturale. Tale cooperazione va intesa nel senso più ampio, dal momento che la maggior parte dei programmi è aperta ai paesi membri dello Spazio economico europeo e ai paesi candidati, e considerando che sono coinvolti anche i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.
Cfr.:
Istruzione, formazione professionale e gioventù
Settore audiovisivo
Sussidiarietà